Deltoide vs trapezio 
 
Da una visione anatomica delle due strutture muscolari in questione, ricaviamo che questi sono strettamente connessi, in quanto l'uno è stabilizzatore dell'altro, e quindi coinvolti negli stessi tipi di movimento. 
 
 
 
Il trapezio fa si che la contrazione del deltoide possa far presa su una scapola stabile; quindi, in una ipotesi di esercitazione avviene che, mentre vogliamo lavorare le "spalle", inevitabilemnte lavoriamo la muscolatura del collo, in quanto il momento di rotazione espresso dal peso grava proprio sul trapezio. 
A questo punto non possiamo far altro che inventarci stratagemmi per limitare la normale fisiologia muscolare. 
 
esempio numero 1: 
 
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La posizione inclinata del busto fa si che, quando raggiungiamo il massimo momento angolare espresso dal peso, ci troviamo in una situazione di scarso coinvolgimento del muscolo trapezio. Viceversa durante una semplice alzata laterale quando raggiungiamo il massimo momento angolare, il peso si trova all'altezza della spalla, comportando una grossa attivazione del trapezio. 
 
esempio numero 2: 
 
vs 
 
In questa situazione il tenere l'angolo tra braccio e avambraccio intorno ai 90 gradi facilita il rilassamento del trapezio, questo verosimilmente per l'attivazione dei muscoli extrarotatori (sovraspinato, sottospinato, piccolo rotondo), che gli inviano un riflesso spinale inibitorio. 
 
esempio numero 3: 
 
vs 
 
Nella prima foto rispetto alla seconda, la quale raffigura le normali "spinte", la posizione è di fine del movimento, e non di inizio. Il partire da una posizione di quasi completa adduzione delle braccia aumenta il campo di azione del deltoide, limitando quello del trapezio. 
 
 
 
 
 
Perchè no al trapezio? 
Il trapezio è un muscolo vasto composto da tre porzioni: la parte ascendente che si estende fino a D12,  la parte trasversale che, insieme ai muscoli romboidei e alla porzione ascendente, permette l'adduzzione della scapola, e quindi importante a livello posturale, e la parte discendente che è quella che mi propongo di non far lavorare. 
Tale porzione aumenta la pressione interdiscale a livello cervicale provocando cervicalgie, inoltre porta a posture non corrette con la spalla che si eleva troppo rispetto al normale, ed infine, dato da non sottovalutare, influisce negativamente sull'armonia dell'aspetto fisico. 
Ulteriore metodo, a mio avviso passibile di successo, è lo stimolo tattile sul muscolo in questione per facilitare la percezione della zona da non contrarre. 
 
Dott. Margiacchi Giacomo