Lavoro lipolitico vs sforzo
Io credo che un buon 90% della popolazione sia estremamente convinta che il lavoro lipolitico e quindi dimagrante, sia direttamente proporzionale alla percezione di sforzo, oppure quantità di sudore accumulata durante l'allenamento.
Non è proprio cosi:
La Beta ossidazione, meccanismo catabolico che utilizza i grassi come fonte energetica, è un processo abbastanza lento se confrontato con il metabolismo dei carboidrati.
Quindi appare abbastanza comprensible che più uno sforzo è intenso, e più velocemente l'organismo avra bisogno di energia, chiamando in causa sostanzialmente Glicidi.
In merito a questo, esiste una percentuale di frequenza cardiaca di riferimento, per soggetti non affetti da patologie cardiocircolatorie, nella quale si verifica il massimo consumo di lipidi. Questa si trova tra il 65 e 72% della frequenza cardiaca massima, quindi basterà l'utilizzo di un cardiofrequenzimetro per essere sicuri che durante il nostro allenamento aerobico stiamo veramente "bruciando grassi".
Benissimo a questo punto sorge il "problema" di calcolare la frequenza cardiaca massima.
Questo è effettuabile in diversi modi:
La metodologia più precisa è una prova da sforzo dal cardiologo, altrimenti ci possiamo servire di test incrementali (per i più allenati), o di semplici formule.
La formula più nota per il calcolo della frequenza cardiaca massima è: (220 - età), molto semplice, ma non troppo precisa in quanto non tiene conto di alcuni fattori.
Altra formula meno conosciuta ma che in più fa riferimento anche alla frequenza cardiaca a riposo, è quella di Karvonen:
220 - età = FCMax
FCMax - FCriposo = FCriserva
si fa la percentuale che vogliamo della FCriserva + FCriposo = FCallenante.
Quella sarà la frequenza cardiaca di riferimento per effettuare il lavoro aerobico.
Dott. Margiacchi Giacomo
|