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IL TRATTAMENTO OSTEOPATICO DELLA PLAGIOCEFALIA POSIZIONALE 
 
 
Il cranio del bambino è una struttura malleabile ed elastica, poiché si deve poter adattare a molteplici forze sia all’interno dell’utero sia nel passaggio attraverso il canale del parto. Tale struttura, può essere considerata come una cellula che deve crescere e svilupparsi in modo armonioso. La caratteristica rotondità della cellula, infatti, è possibile perché la sua crescita avviene in ambiente acquoso, dove sono applicate eguali forze sulla sua membrana. Medesima cosa avviene per il cranio del neonato: se su di esso sono applicate forze simmetriche avrà una crescita fisiologica, altrimenti potrà presentare delle anomalie di movimento e di funzionalità. Posizioni viziate in utero, traumi da parto e posizioni viziate post natali sono la causa di asimmetrie del cranio e di una conseguente crescita anomala.  
In relazione alle condizioni descritte sopra, è consuetudine parlare di plagiocefalia posizionale. Tale situazione è completamente benigna, perché l’organismo, in assenza di stimoli aberranti, è in grado di accomodare tale dismorfismo e di eliminarlo. In caso contrario, se la causa perturbante è extracranica, è sufficiente rimuovere le condizioni che stimolano un mal posizionamento del capo (come nel caso di tensioni muscolari), se, invece, la causa è intracranica, è necessario normalizzare le regioni ipomobili.  
Le tensioni muscolari possono nascere in seguito a traumatismi del parto o vizi posturali acquisiti in utero o in culla. Le ipomobilità suturali, invece, derivano sempre da traumi diretti.  
L’importanza della plagiocefalia per l’osteopata deriva dalla semplicità da parte del pediatra e del genitore di individuare un’anomalia strutturale evidente sul cranio del bambino. La plagiocefalia è quindi, un segno benigno di una più importante disfunzione o di una semplice postura viziata.  
E’ molto frequente, in bambini con plagiocefalia posizionale, riscontrare delle limitazioni suturali assai più importanti che generano una crescita asimmetrica del cranio. Tali asimmetrie, a differenza delle plagiocefalie, non hanno sempre risoluzione spontanea, bensì si aggravano con lo sviluppo della struttura ossea. Ne consegue che la normale motilità cranica sarà compromessa nell’area disfunzionale, con un’influenza negativa su tutto il sistema di nutrizione delle strutture adiacenti, sia a livello ematico sia liquorale.  
Elemento di notevole importanza è la motilità cranica, cioè il naturale movimento che il cranio, autonomamente, svolge per permettere la fluttuazione di liquor. Tale processo è molto evidente nel neonato, perché la particolare elasticità delle suture permette un adeguato trasporto di sostanze nutritive.  
La motilità cranica è un’attività ritmica presente nell’uomo e in altri primati che dura per tutta la vita. Essa è totalmente diversa dagli altri movimenti fisiologici (respirazione e attività cardiovascolare) e può essere facilmente avvertita palpando la testa. Negli esseri umani, la sua frequenza normale è compresa tra sei e dodici cicli al minuto. 
Attualmente, la teoria più accreditata è quella di JE Upledger1, che vede come motore di questa attività ritmica la produzione intermittente di liquor nei ventricoli cerebrali e il costante riassorbimento a livello dei seni venosi. 
 
Per accettare questa teoria dobbiamo prima fortificare alcune considerazioni:  
 
- Che il cranio sia mobile, e quindi che le suture craniche siano in grado di compiere dei piccoli movimenti. 
- Che la produzione di liquor possa essere in grado di spostare le ossa del cranio. 
- Che ci sia un sistema di controllo di questo meccanismo. 
 
 
Mobilità delle suture 
In uno studio effettuato su 36 crani di cadavere umano di età compresi tra 56 e 101 anni (tutti ben al di sopra dell'età in cui la crescita ossea è completa), è stata verificata la presenza di una notevole quantità di pervietà delle suture2
Un altro studio, ha rilevato la presenza di tessuto nervoso e vascolare abbastanza sviluppato nel tessuto connettivo delle suture. Terminazioni nervose sono state rintracciate nella sutura sagittale. L'esistenza di queste strutture, all'interno delle suture craniche, sostiene fortemente l'idea che queste rimangano mobili3
 
Mobilità del cranio 
V. Frymann ha sviluppato un dispositivo non invasivo per misurare meccanicamente l'evoluzione del diametro cranico. Sulla base delle sue numerose registrazioni, ha concluso che esiste un modello ritmico di mobilità delle ossa del cranio il quale avviene ad una velocità che è diversa da quella della respirazione toracica4. In seguito, questo lavoro, è stato ripreso da scienziati della NASA. 
Sempre In uno studio condotto da V. Frymann, su 1250 bambini di cinque giorni, in assenza di patologie, il 78% nasce con compressioni craniche e nessun sintomo. I risultati suggeriscono inoltre che la compressione cranica è presente con molta più frequenza nei bambini con sintomi neurologici: vomito, peristalsi iperattiva, tremore, ipertonicità, irritabilità5
Moskalenko ha dimostrato, tramite risonanza magnetica, che esiste un movimento delle ossa del cranio compreso tra 380 micron e 1 mm, e che i ventricoli encefalici aumentano il loro volume di 12-15 ml, con una ritmicità di 6-14 cicli al minuto6
Lo stesso Moskalenko, ha utilizzato la misurazione bioimpedenziometrica e l’ecodoppler transcranico per mostrare la presenza di oscillazioni lente delle ossa craniche comprese tra 5-12 cicli al minuto. L’autore ha dimostrato che queste oscillazioni sono di origine intracranica e legate a meccanismi di regolazione delle scorte di sangue e di consumo di ossigeno da parte del tessuto cerebrale, e alle dinamiche di circolazione del liquor7
 
Produzione di liquor e motilità cranica 
Ueno e collaboratori hanno condotto uno studio su due cadaveri freschi.  
E’ stata pompata manualmente soluzione salina nei ventricoli cerebrali a una velocità di un ciclo al secondo, aumentando la pressione intracranica di 15 mmHg e ampliando di 0,929 millimetri il cranio8. I risultati di questo studio sono simili a quelli trovati da Heisey e Adams, Hiefetz e Weiss, e Frymann. 
 
Meccanismo di controllo della pressione di liquido cefalorachidiano 
E’ stata rilevata nelle scimmie la presenza di singoli assoni che percorrono lo spazio tra la sutura sagittale e la parete del terzo ventricolo del cervello passando attraverso le meningi1
 
Riassumendo: 
- Le suture del cranio si muovono costantemente  
- All’interno delle suture craniche sono presenti fibre elastiche, collagene e plessi nervosi e vascolari 
- Nelle scimmie sono stati evidenziati assoni che comunicano tra la sutura sagittale e la parete del terzo ventricolo. 
 
Tutto questo, supporta la teoria riguardante la presenza di un riflesso di stiramento delle suture. 
Durante la fase di espansione del cranio, il liquido cefalorachidiano è secreto nei ventricoli e ne consegue un’espansione del sistema idraulico cranico semichiuso, durante il quale i ventricoli si dilatano con il conseguente aumento di tutti i diametri orizzontali. Appena questa espansione raggiunge una certa soglia, i recettori delle suture craniche, sensibili allo stiramento, interrompono automaticamente la secrezione di liquido cefalorachidiano. Poiché il riassorbimento di liquor nel sistema venoso è continuo, durante questa fase la pressione diminuisce e comincia la fase di ritorno dei diametri orizzontali. 
Questo complesso sistema può essere turbato da traumi diretti o da microtraumatismi ripetuti con conseguenti limitazioni nelle varie regioni del cranio. In seguito a questo l’organismo si riorganizza reagendo con una risposta di protezione rispetto all’insulto. Tale risposta comporta un vero e proprio cambiamento all’architettura scheletrica e articolare, irrobustendola laddove ci sia stata sofferenza.  
Se questo cambiamento perdurerà nel tempo, coinvolgerà l’intero cranio: sulla volta sulla base e sullo splancnocranio.  
 
Le ripercussioni possibili sono numerose: 
 
- Può essere interessata la sfera muscolo-scheletrica, poiché l’asimmetria della struttura ossea e della mobilità cranica comporta una disomogenea tensione fasciale propagata verso le strutture sottostanti, e quindi la possibilità di generare degli assetti scoliotici di natura cranica.  
 
- La sfera stomatognatica è facilmente influenzabile da asimmetrie di sviluppo del cranio, potendo concorrere allo sviluppo di svariati difetti occlusali (cross byte, open byte,  deep byte). 
 
- Anomalie di mobilità delle ossa temporali possono predisporre il bambino ad otiti ricorrenti. Questo perché esse sono la chiave di volta del drenaggio dell’orecchio interno attraverso la tuba di Eustachio. 
 
- Altre sintomatologie possono derivare dalla limitazione del foro lacero posteriore. Tale forame è importantissimo poiché sede di passaggio della vena giugulare interna, del nervo glossofaringeo, vago e accessorio. Una limitazione dello sviluppo di questo orefizio può limitare la propagazione di stimoli neurologici o del flusso venoso di drenaggio dal cranio. Le sintomatologie che ne possono derivare interessano: 
 
  - La muscolatura deputata alla suzione e alla deglutizione. 
  - Il tubo digerente. 
  - Il sistema di drenaggio liquorale.  
  - La muscolatura del collo.  
 
Quest’ultimo caso è una delle ipotesi di sviluppo del torcicollo congenito, che si genera per un’irritazione del tronco nervoso diretto a tali organi contrattili, e che poi s’instaura nella vera sindrome del torcicollo congenito. 
 
CONCLUSIONI 
Il cranio del neonato, non è una struttura pronta per possedere le caratteristiche di rigida e di protezione. Lo sarà in futuro, dai sette anni in poi, momento in cui avviene la completa ossificazione della scatola cranica; per adesso, deve solo assolvere il compito di crescere armoniosamente. 
Dallo studio condotto da V. Frymann effettuato su un campione di 1250 neonati, è emerso che il 10% ha subito un forte ed evidente trauma cranico, e che il 78% presentava una disfunzione cranica diagnosticabile a livello osteopatico5. Un controllo osteopatico alla nascita come già avviene in altri stati europei e nel mondo è sufficiente per individuare possibili interferenze con la fisiologica crescita del bambino.  
 
 
BIBLIOGRAFIA 
 
1. Upledger JE, Vredevoogd JD. Terapia craniosacrale. Teoria e metodo. Red edizioni. 2002. 
 
2. Sabini RC, Elkowitz DE. Significance of Differences in Patency Among Cranial Sutures. J Am Osteopath Assoc. 2006;106:600-604. 
 
3. Retzlaff EW, Michael D, Roppel R, Mitchell F. The structures of cranial bone sutures. J Am Osteopath Assoc. 1976;75:607. 
 
4. Frymann VM. A study of the rhythmic motions of the living cranium. J Am Osteopath Assoc. 1971;70:928. 
 
5. Frymann VM. Relation of disturbances of craniosacral mechanisms to symptomatology of the newborn: study of 1,250 infants. J Am Osteopath Assoc. 1966;65:1059-75. 
 
6. Moskalenko YuE, Kravchenko TI, Gaidar BV, et al. The periodic mobility of the cranial bones in man. Fiziol Cheloveka. 1999;25:62-70. 
 
7. Moskalenko YuE, Kravchenko TI, Vainshtein GB, et al. Slow-Wave Oscillations in the Craniosacral Space: A Hemoliquorodynamic Concept of Origination. Neuroscience and Behavioral Physiology. 2009;39:377-381. 
 
8. Ueno T, Ballard RE, Shuer LM, Cantrell JH, Yost WT, Hargens AR. Noninvasive measurement of pulsatile intracranial pressure using ultrasound. Acta Neurochirurgica. 1998;71:66-9. 
 
 
 
 
 
 
 
             
 
 
 
 
LIBRI DI GIACOMO MARGIACCHI 
 
L'autore, esperto di posturologia nei suoi libri affronta temi innovativi nell'ambito della posturologia e della terapia manuale. La sua preparazione trasversale fornisce una visione veramente globale dell'essere umano. L'osteopatia, punto di partenza dell'autore, è solo la pedina di inizio per affrontare conoscenze del tutto rivoluzionarie.
     
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