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L'IMPORTANZA DELLA DIAGNOSI DIFFERENZIALE  
 
 
Le discipline che usano trattamenti manuali a scopo terapeutico sono svariate. Solo alcune però, hanno alla base uno studio importante di diagnosi differenziale.  
In campo medico, per diagnosi differenziale s'intende il procedimento che tende ad escludere, tra varie malattie, tutte quelle che non combaciano con i segni e sintomi del paziente, fino a comprendere quale sia quella corretta.  
In osteopatia e in fisioterapia, invece, lo studio della diagnosi differenziale non conduce alla formulazione di una diagnosi, bensì è il ragionamento che porta l'operatore ad ipotizzare la presenza di determinate patologie e richiedere accertamenti specifici prima di intraprendere un trattamento manuale. 
 
Esistono vari quadri in cui alcune tecniche manuali sono controindicate o dove è consigliato effettuare un'indagine di radiodiagnostica prima di intervenire.  
Citiamo solo i più importanti: 
 
Traumi  
LESIONI OSSEE OCCULTE - rischio aggravamento o scomposizione durante mobilizzazioni o manipolazioni articolari. 
LESIONI MUSCOLARI - rischio aggravamento durante trattamenti massoterapici. 
 
Malattie metaboliche  
OSTEOPOROSI - rischio frattura durante mobilizzazioni o manipolazioni articolari (Meena M, Karim M, 2005). 
 
Quadri degenerativi avanzati  
ERNIA DISCALE - rischio aggravamento della patologia discale durante manipolazioni articolari (A Destee e coll., 1989). 
ARTROSI - rischio relativo ad osteofitosi correlata. Manipolazioni o mobilizzazioni articolari possono determinare un invasione nel territorio midollare da parte di osteofiti (Barbara Cagnie, 2005). 
 
Patologie cardiocircolatorie  
TROMBOSI VENOSA PROFONDA - rischio distacco del trombo durante trattamenti massoterapici (Theodore B e coll., 1951). 
INSUFFICIENZA CARDIACA - trattamenti massoterapici di tipo linfodrenante stimolano il ritorno venoso aggravando la patologia cardiaca con rischio di edema polmonare. 
 
Processi occupanti spazio  
METASTASI - rischio di distribuzione delle cellule neoplastiche durante trattamenti massoterapici (Baserga R, Baum J, 1955). 
 
Malattie reumatologiche  
SPONDILITE ANCHILOSANTE - la patologia presenta un aumento del rischio di fratture vertebrali. Trattamenti di tipo manipolativo possono determinare fratture a livello dei ponti ossei che si formano in zona lombare (Cooper C e coll., 1994). 
ARTRITE REUMATOIDE - la patologia presenta una lassità legamentosa associata. In pazienti con artrite reumatoide manipolazioni vertebrali possono causare instabilità patologiche (William M, Murray R, 1963). Inoltre la patologia presenta un'osteoporosi correlata associata all'uso di corticosteroidi. Tale dato suggerisce un aumento del rischio di frattura (Pnsambrook J e coll., 1986). 
 
Sindromi genetiche  
SINDROME DI DOWN - la patologia presenta una lassità legamentosa associata. In pazienti con sindromi di down manipolazioni vertebrali possono causare instabilità patologiche (Semine AA e coll., 1978). 
 
Assunzione di farmaci  
CORTICOSTEROIDI - é ben noto che l'assunzione di cortisonici può portare a una rapida perdita di densità ossea con rischio di frattura durante trattamenti manuali (Sambrook P N e coll., 2001). 
CHEMIOTERAPICI - la terapia antineoplastica presenta spesso effetti secondari quali l'osteoporosi e quindi i rischi associati durante trattamenti manuali (Albanese C, Passariello R, 2009). 
 
 
 
 
BIBLIOGRAFIA 
 
Baserga R, Baum J. Induction of Blood-borne Metastases by Tumor Transplantation in the Tail of Mice. Cancer Res 1955;15:52-56. 
 
A Destee, F Lesoin, F Di Paola, et al. Intradural herniated cervical disc associated with chiropractic spinal manipulation. J Neurol Neurosurg Psychiatry 1989 52: 1113. 
 
Barbara Cagnie. ANATOMICAL AND FUNCTIONAL APPROACH OF THE VERTEBRAL ARTERY IN THE OCCURRENCE OF SIDE AND ADVERSE EFFECTS AFTER SPINAL MANIPULATION. Ghent University Department of Rehabilitation Sciences and Physiotherapyh. Ghent 2005. 
 
Meena M, Karim M. Physiotherapy and osteoporosis: practice behaviors and clinicians’ perceptions–a survey. Manual Therapy 10 (2005) 21-27. 
 
Theodore Barnett, M.D.; Leon M. Levitt, M.D. "EFFORT" THROMBOSIS OF THE AXILLARY VEIN WITH PULMONARY EMBOLISM. JAMA. 1951;146(15):1412-1413. 
 
Cooper C, Carbone L, Michet CJ, Atkinson EJ, O'Fallon WM, Melton LJ 3rd. Fracture risk in patients with ankylosing spondylitis: a population based study. The Journal of Rheumatology [1994, 21(10):1877-1882]. 
 
William M, Murray R. Fatal Atlanto-Axial Luxation in Rheumatoid Arthritis. ARTHRITIS AND RHEUMATISM,VOL.6, No. 3 (JUNE),1963. 
 
PN SAMBROOK, JA EISMAN,' M G YEATES, N A POCOCK,' SEBERL, AND G D CHAMPION. Osteoporosis in rheumatoid arthritis: safety of low dose corticosteroids. Annals of the Rheumatic Diseases, 1986; 45, 950-953. 
 
Semine AA, Ertel AN, Goldberg MJ, Bull MJ. Cervical-spine instability in children with Down syndrome (trisomy 21). J Bone Joint Surg Am. 1978. 60(5):649-52. 
 
Sambrook, P. N., Diamond, T., Ferris, L., Fiatarone-Singh, M., Flicker, L., MacLennan, A., Nowson, Caryl, O'Neill, S. and Greville, H. 2001-08, Corticosteroid induced osteoporosis, Australian family physician, vol. 30, no. 8, pp. 793-796. 
 
Albanese C Passariello R. Osteoporosi e malattie metaboliche dell'osso. Springer. 2009. 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
             
 
 
 
 
LIBRI DI GIACOMO MARGIACCHI 
 
L'autore, esperto di posturologia nei suoi libri affronta temi innovativi nell'ambito della posturologia e della terapia manuale. La sua preparazione trasversale fornisce una visione veramente globale dell'essere umano. L'osteopatia, punto di partenza dell'autore, è solo la pedina di inizio per affrontare conoscenze del tutto rivoluzionarie.
     
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